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SFERE-V

Gruppo di libera improvvisazione

 

 

 

Silvia Alfei - movimento corporeo

Sarhtori - pittura

Stefano Corradi – clarinetti, sax

Mell Morcone – pianoforte

 

 

 

 

“Si cercano istanti unici e irripetibili, la composizione istantanea, sovrapposizioni di idee, immagini, movimenti e suoni. Un’interazione spontanea senza sovrastrutture, nella semplicità di un dialogo che si costruisce nell'istante.

Sullo sfondo: l’intenzione, la libertà creativa, la propria arte, sincera e in continua ricerca”.

Il gruppo si propone di lavorare nell’ambito della libera improvvisazione, cioè quella disciplina che tratta le idee e i materiali tematici delle varie forme d’arte attraverso i suoi parametri principali (ritmo, melodia, movimento, gesto, tratto, colore, etc.) allontanandosi volentieri dai classici “generi o stili”, utilizzando la creazione estemporanea come possibile espressione della propria sensibilità creativa.

 

 

Guarda il video ufficiale di presentazione su Youtube

Guarda il video dimostrativo della performance di Sfere-V alla Casa delle Culture del mondo a Milano nel novembre 2014

 

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Silvia Alfei On Line

Sarhtori Website

 

SFERE-V

PROGRAMMA 

 

Cos’è l’improvvisazione?

 

L’improvvisazione è un’esperienza praticabile da chiunque voglia condividere la propria conoscenza in uno specifico ambito artistico, consapevole della possibilità di esprimere in libertà le proprie proposte ma con apertura al confronto e al dialogo sempre attivi.

Mettersi in gioco a livello improvvisativo presuppone una conoscenza profonda del proprio “strumento” e delle possibilità espressive possibili, una propensione al superamento degli standard stilistici e un’attenzione all’ascolto e alla condivisione al fine della creazione di un’opera comune, costituita dalla partecipazione e dall’azione di tutti.

Improvvisare non vuol dire agire “a caso”: il modo di esprimersi durante la performance ha bisogno di coerenza con le singole scelte proposte al momento del primo gesto creativo (aspetto razionale, cioè saper ascoltare e ricevere, elaborando spunti e direzioni con consapevolezza), che deve trovare  un’interazione con gli altri artisti che fanno parte dell’ensamble, affinchè l’improvvisazione assuma un carattere “corale”, e non sia espressione dei singoli (questo, naturalmente, non vuol dire che non ci possono essere momenti solistici).

Nel momento creativo, confluiscono poi altri aspetti (emotivi, spirituali, ambientali) che contribuiscono alla costruzione dell’opera, che potrà avere al suo interno sezioni articolate, aspetti “discorsivi”, momenti culminanti e l’attimo conclusivo che solo la magia di quel particolare momento potrà suggerire.

Il gruppo è fermamente convinto di cercare nuove strade, privilegiando il “nuovo” rispetto alla tradizione.

Dunque, si dimostra critico nei confronti di quegli atteggiamenti che ricalcano con evidenza le forme e i contenuti che appartengono al passato, avendo presente che questi possono essere sì il punto di partenza base della conoscenza della propria disciplina artistica, ma non il terreno sul quale soffermarsi per creare l’opera in una direzione innovativa.

Condizione principale, dunque, la “necessità” da parte degli artisti partecipanti, di “andare oltre”, cioè spingersi sempre verso nuove direzioni.

 

Le questioni legate alla comunicazione

 

Il gruppo affronta le questioni della comunicazione verso l’esterno attraverso un dibattito costante.

Nel mondo artistico spesso si sostiene che le forme e i contenuti che cercano di “rompere” col passato per spingersi oltre, trascurino questo aspetto, quasi a voler creare un’arte “autoreferenziale”, lontana dalle sensibilità del pubblico.

Ecco che allora si privilegiano gli atteggiamenti più sicuri, quelli cioè che ricalcano e si appoggiano su forme e contenuti passati, con il proposito di arrivare a rendere l’opera godibile e comprensibile.

Ma quali sono le ragioni che favoriscono la comprensione dell’opera?

Chi usufruisce dell’opera normalmente cerca qualcosa che già possiede: un suono, una figura, un movimento, una struttura formale.

Si tende cioè, a privilegiare il “già” sentito, visto, ascoltato.

L’esperienza legata al “nuovo”, normalmente non mette a proprio agio, non si riconoscono terreni sicuri e non ci sono riferimenti che stanno nella memoria e, a volte, nella cultura alla quale si appartiene.

Il rischio è che il pubblico si allontani con maggiore facilità da questo tipo di esperienza, preferendo percorrere strade che riportano alla consuetudine e alla sicurezza.

E’ su questo punto che allora si richiede una partecipazione attiva, un’assunzione di responsabilità da parte di chi fruisce dell’opera senza pre-giudizi e aspettative, ma mettendosi il più possibile “nudi” di fronte a questa esperienza, con un’ottica di curiosità e scoperta che non deve già presupporre un piacere e un godimento.

L’artista ha il dovere di agire onestamente, mettendosi in gioco e rappresentando il suo mondo attraverso la propria arte, offrendo a tutti la sua personale visione, frutto dei suoi studi, delle sue passioni, delle sue esperienze e ricerche.

Solo così potrà pensare di comunicare il suo modo di esprimersi, che risulterà unico e irripetibile.

Inoltre, proprio per queste ragioni, il gruppo rifiuta qualsiasi atteggiamento di natura “commerciale” che possa determinare condizionamenti nelle forme e nei contenuti della libera creazione dell’opera ed è altresì convinto che chiunque vi  assista, possa vivere questa esperienza e trarne benefici.

 

Obiettivi

 

Sfere-V si propone di perseguire i seguenti obiettivi:

 

- Istituire un Laboratorio permanente, che possa fornire ai partecipanti spunti di riflessione e studio, proponendo workshop, performance, lezioni aperte, seminari e incontri, al fine di approfondire la conoscenza e la ricerca, condizioni necessarie per affrontare l’esperienza improvvisativa.

- Aprire il progetto ad artisti di diversi ambiti, allargando il numero dei partecipanti,  per stimolare il dialogo e il confronto sul tema della ricerca nell’improvvisazione.

- Focalizzare la riflessione sull’interazione delle arti e i distinti linguaggi interconnessi tra loro a prescindere dalla diversità che li contraddistingue, come punto di forza di una ricerca sia personale che collettiva.

- La ricerca come punto di partenza per la creazione di performance, concerti, spettacoli che sviluppino la possibilità di presentare a un pubblico il processo creativo in sé e non un lavoro pre-strutturato. Il processo creativo e l’istantaneità delle scelte (musicali, pittoriche, gestuali, di azione fisica e di altre discipline artistiche che potranno aggiungersi) come metodo di “composizione estemporanea”.

- Collaborare e aprire confronti con altri gruppi e associazioni, al fine di costruire un ampio movimento di ricerca e di condivisione della libera improvvisazione.

 

 

 

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